A waiting ,moment in a ordinary city...
Notebook on junk and spaces
Appuntamenti sparsi e riflessioni deboli sul tema dello spazio umanizzato.
sabato 30 marzo 2013
domenica 17 febbraio 2013
Visioni dalla rete: Walking Destiny
“... oggi dal progetto sembra scomparire la visione utopico/sperimentale,
che appare come scenario in contesti paralleli lontani, solo apparentemente,
dalla composizione architettonica. L’esperienza avanguardista radicale degli
anni ’70 sembra influenzare l’universo del digital entertainment, forse dovremmo
vedere questa come una speranza per la prossima generazione di progettisti.”
Geometra Cauto
domenica 27 gennaio 2013
EX_02.
EX_02 da’ continuità
al processo compositivo cominciato con EX_01.
La tematica
dell’abitare si collega a quello della connessione accompagnando una logica del
backup. L’idea é quella di potere aggiungere/togliere moduli ad una struttura
già esistente creando logiche
aggregative capaci di approssimare l’abitare alle dinamiche biologiche.
Così come accade per gli
altri EX già proposti o che saranno proposti in fututo, niente di questo è originale,
ma semplicemente è stato recuperato/riciclato e interpretato.
Geometra Cauto
mercoledì 19 dicembre 2012
EX_01.
EX_01 non é un tentativo di progetto ma la
materializzazione di una composizione discontinua e mutevole, aperta a
qualsiasi influenza. Dalle culture del progetto radicale alla costruzione
autoctona, dalle produzioni cinematografiche alla moda, dalla scenografia
teatrale a quella urbana.
Il tema di questo progetto nasce quasi per caso,
poi cresce come risultato di un processo non lineare né coerente, ma continuo
nella sua alternanza di affermazioni/negazioni.
Il processo si sviluppa in un continuo
sedimentarsi di fattori, tra casualità e atto cosciente di progetto,
cominciando a leggere la forma e la tipologia in oggetti/rifiuti, probabilmente
privi di una propria funzione primaria ma ancora carichi della propria funzione
signica.
Geometra Cauto
sabato 8 dicembre 2012
venerdì 30 novembre 2012
L'isola che non c'è (più).
Link: www.repubblica.it
"Nel lontano, ma forse non troppo, 1958
l'ingegnere Giorgio Rosa decide di costruire a largo del mare Adriatico
un'isola che poi proclamerà Repubblica Esperantista dell'Isola delle Rose.
L'isola, che sorgeva su di una piattaforma di due
livelli di circa 400mq sorretta da una struttura in tubi, per molti è
considerata come un manifesto di una fuga ideologica dall'Italia, per altri è
da considerarsi come una volontà di fuggire ma ben più materialsta, ovverosia
dal fisco italiano.
Link: www.repubblica.it
Noi la vogliamo ricordare come una parafrasi
dell'opera di José Saramago ‘Il
racconto dell'isola sconosciuta’ dove questa volta sembra essere
necessario allontanarsi nell'isola per capire la realtà.”
Geometra Cauto
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