sabato 30 marzo 2013

Sleeping corner.

A waiting ,moment in a ordinary city...

domenica 17 febbraio 2013

Visioni dalla rete: Walking Destiny



“... oggi dal progetto sembra scomparire la visione utopico/sperimentale, che appare come scenario in contesti paralleli lontani, solo apparentemente, dalla composizione architettonica. L’esperienza avanguardista radicale degli anni ’70 sembra influenzare l’universo del digital entertainment, forse dovremmo vedere questa come una speranza per la prossima generazione di progettisti.”

Geometra Cauto

domenica 10 febbraio 2013

domenica 27 gennaio 2013

EX_02.






EX_02 da’ continuità al processo compositivo cominciato con EX_01.
La tematica dell’abitare si collega a quello della connessione accompagnando una logica del backup. L’idea é quella di potere aggiungere/togliere moduli ad una struttura già esistente  creando logiche aggregative capaci di approssimare l’abitare alle dinamiche biologiche.
Così come accade per gli altri EX già proposti o che saranno proposti in fututo, niente di questo è originale, ma semplicemente è stato recuperato/riciclato e interpretato.


Geometra Cauto

mercoledì 19 dicembre 2012

EX_01.


EX_01 non é un tentativo di progetto ma la materializzazione di una composizione discontinua e mutevole, aperta a qualsiasi influenza. Dalle culture del progetto radicale alla costruzione autoctona, dalle produzioni cinematografiche alla moda, dalla scenografia teatrale a quella urbana.
Il tema di questo progetto nasce quasi per caso, poi cresce come risultato di un processo non lineare né coerente, ma continuo nella sua alternanza di affermazioni/negazioni.
Il processo si sviluppa in un continuo sedimentarsi di fattori, tra casualità e atto cosciente di progetto, cominciando a leggere la forma e la tipologia in oggetti/rifiuti, probabilmente privi di una propria funzione primaria ma ancora carichi della propria funzione signica.

Geometra Cauto



venerdì 30 novembre 2012

L'isola che non c'è (più).


"Nel lontano, ma forse non troppo, 1958 l'ingegnere Giorgio Rosa decide di costruire a largo del mare Adriatico un'isola che poi proclamerà Repubblica Esperantista dell'Isola delle Rose.
L'isola, che sorgeva su di una piattaforma di due livelli di circa 400mq sorretta da una struttura in tubi, per molti è considerata come un manifesto di una fuga ideologica dall'Italia, per altri è da considerarsi come una volontà di fuggire ma ben più materialsta, ovverosia dal fisco italiano.

Noi la vogliamo ricordare come una parafrasi dell'opera di José Saramago ‘Il racconto dell'isola sconosciuta’ dove questa volta sembra essere necessario allontanarsi nell'isola per capire la realtà.”


Geometra Cauto