"Questa nostra epoca eccelle nello smantellare le strutture e nel liquefare i modelli, ogni tipo di struttura e ogni tipo di modello, con casualità e senza preavviso."
"If one takes a broader look at the many self-built houses south of the Mediterranean that use the almost universal standard of a concrete-steel grid of pillars, one finds large swathes of growing cities created with these elementary structures. This simple grid has become standard for the growing building practices found in hut settlements, in the Medina, as well as in the previously discussed “spontaneous” settlements."
"If civilization is ever going to be anything but a grandiose pratfall, anything more than a can of deodorizer in the shithouse of existence, the people are going to have to concern themselves with magic and poetry." (Tom Robbins, 1976)
"Le innaturali concentrazioni metropolitane non colmano alcun vuoto, anzi lo accentuano. L'uomo che vive in gabbie di cemento, in affollatissime arnie, in asfittiche caserme è un uomo condannato alla solitudine."
La città si riflette nel centro commerciale, il tessuto perde la sua referenza trasformandosi in referente.
La forma si riflette nella logica del consumo, l'iconografia adesso è latente, non più crittografata ma dichiarata. La faccitata diviene sfacciata, la composizione é un vero e proprio patchwork, uma jam-session progettuale dove non ci sono più spettatori ma siamo tutti musicisti.
"Non solo il decennio della ripresa economica, ma soprattutto di un nuovo modello culturale in cui si recupera il soggetto, l'identità poetica dell'artista, il riscatto dal bianco e nero quaresimale del concettuale attraverso il colore e l'immagine. La dimostrazione che il mondo non era solo New York, che l'Europa, soprattutto l'Italia, era una fabbrica di nuovi linguaggi."