"Il progetto appare sempre più contratto e rigido, stressato dai processi di
routine che saturano adiposamente le attività cerebrali.
La creatività si riduce ad un gesto, sempre lo stesso, uno di quelli che si
ripete dimenticandosi il perché lo si fa ma lo si esegue automaticamente
rasentando la noiosa ricerca di un’inutile perfezione.
Le forme sono come
ritornelli di una ninna nanna che riempiono una pianificazione ipercalorica, che a
solo guardarla ti aumenta il colesterolo.
Sarà che un massaggio potrà essere utile?"
Geometra Cauto






