"La città non accetta le geometrie fondate su un progetto euclideo, incapaci
di adattarsi al cambiamento. Il progetto non può essere visto come
un’operazione necessaria per rivelare assolute verità sull’abitare, l’uso di
postulati compositivi crolla in funzione di nuove geometrie, applicate in realtà
impossibili da dimostrare con assiomi formali o teoremi tipologici.
La nuove geometrie per le città non euclidee saranno forse capaci di
produrre ludiche interpretazioni, partendo da semplici ma scomode ipotesi del
cambiamento costante."
Geometra Cauto

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