"La facciata deve essere
pensata come qualcosa di molto più articolato che una superficie tra un dentro
e un fuori ma come un'epidermide tatuata con immagini di quello che le appartiene,
di cui fa’ parte.
Le forme, i toni e i colori
l'attraversano strasformandone l'identità, complementandola a tutto il resto, relativizzandone
l'esistenza al riflesso di altre superfici contigue allo stesso scenario di
cinematografia urbana."
Geometra Cauto

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